Gian-Luigi Bulsei (1958-2020)

di Enrico Ercole

Domenica 22 marzo è morto Gian-Luigi Bulsei, sociologo e docente all’Università del Piemonte Orientale. Ci ha lasciati per una malattia pregressa che le condizioni sanitarie di questo periodo hanno ulteriormente complicato.

E’ per me difficile ricordare Bulsei scienziato sociale, perché per me è stato prima Gigi, amico di amici comuni conosciuto in un pomeriggio estivo vercellese di tanti anni fa, a metà degli anni Ottanta. Mi ero stupito di vederlo poi nel 1986 al concorso di ammissione al secondo ciclo di dottorato; vittima degli stereotipi, non immaginavo che una persona così allegra ed esuberante potesse essere anche uno studioso. Abbiamo passato insieme a Annarita, Paola Paolo e ai due dottorandi messicani René e Rosario tre anni di studio e anche, soprattutto grazie a Gigi, di socialità e cameratismo.

Conseguito il dottorato ha continuato a fare il funzionario nel settore cultura del Comune di Vercelli. All’attività nella pubblica amministrazione aveva affiancato la docenza a contratto e la consulenza per enti pubblici tra i quali il Formez, l’IRES Piemonte, il Dipartimento per la Funzione Pubblica. Su pressione dei suoi vecchi professori, nel 1999 aveva partecipato e vinto il concorso per assegnista e l’anno successivo per ricercatore in sociologia presso l’Università del Piemonte Orientale. Siamo diventati così compagni di stanza ad Alessandria dove è stato per oltre 10 anni, durante i quali ha lasciato un ricordo indelebile tra i docenti, il personale amministrativo e gli studenti della Facoltà di Scienze Politiche. Nel 2012 si è trasferito al Dipartimento di Scienze Umanistiche di Vercelli, dove ha continuato l’attività di didattica e ricerca sui temi che gli stavano più a cuore: lo sviluppo locale, le politiche ambientali, la partecipazione dei cittadini, i beni comuni, l’economia civile. Ad Alessandria era stato tra i fondatori e l’anima del Centro Interdipartimentale Volontariato e Impresa Sociale, nel 2012 aveva fondato a Vercelli il Centro di Ricerca Interdisciplinare sulle Società Locali di cui era Coordinatore.

Chi lo ha conosciuto, anche per poche battute scambiate a margine di un convegno, ricorda un vulcano di idee, competente e appassionato, generoso di sé, una bella persona. La misura più limpida della sua competenza e umanità si trova nell’affetto con cui viene ricordato dai suoi studenti sulla pagina Facebook dell’Ateneo per la passione che metteva nella didattica.

Il ricordo della persona rischia di oscurare la stima di cui godeva in ambito scientifico. L’intensa attività di ricerca ha prodotto oltre cento pubblicazioni scientifiche, dai primi studi sull’economia e la società vercellese: l’estratto della tesi di laurea “Integrazione sistemica e integrazione sociale in un’area depolarizzata” viene pubblicato nel 1987 nel volume collettivo Modernizzazione ed eterogeneità sociale curato da Sergio Scamuzzi. Nel 1990 pubblica da Rosenberg e Sellier la tesi di dottorato Le politiche ambientali. Intervento pubblico e regolazione sociale in cui analizza il caso dell’inquinamento ambientale Val Bormida. Negli anni successivi i temi della sua ricerca si focalizzano sulle politiche pubbliche a cui dedica, da una parte, riflessioni di carattere più generale e teorico, come nelle pubblicazioni dedicate al decision making nel governo locale o all’apprendimento istituzionale. Dall’altra parte, ci sono gli studi settoriali come nelle tante pubblicazioni sulle politiche ambientali e dell’immigrazione, il welfare locale, il terzo settore. Attento alle trasformazioni in corso nella società, negli ultimi tempi ha dedicato studi alle forme di democrazia deliberativa e partecipativa, al ruolo delle conoscenze scientifiche nella formulazione delle politiche per la sostenibilità ambientale.

Molti studi sono relativi a Vercelli e al vercellese, la città a cui era molto legato dove è nato 62 anni fa e ha vissuto con la moglie Patrizia. Gigi era molto conosciuto nella sua città, era legato alla sinistra vercellese e partecipava spesso alle iniziative culturali e agli incontri pubblici cittadini. L’altro luogo a cui era legato, e dove tornava ogni volta che poteva era Barisciano, il paese vicino all’Aquila da cui è originaria la famiglia (e da cui tornava con manciate di torroni che distribuiva ai colleghi). Anche all’Aquila e all’Abruzzo ha dedicato la sua capacità di ricerca e analisi nel dopo terremoto, mosso dal dolore per le perdite umane e materiali causate dal sisma del 2009 e dallo sdegno civico per la gestione di alcuni aspetti del dopo-sisma.

Il ricordo migliore dell’immaginazione e intelligenza sociologica di Gigi Bulsei è però nelle sue parole. Qui di seguito sono le riflessioni inviate prima del convegno “Territori, mobilità, lavori“ della sezioni Sociologia del territorio dell’AIS del 2018 a Padova.

“William Shakespeare nel Re Lear ci consegna questo interrogativo: ‘What are cities but not people?’. Lo spazio è un’entità geografica, mentre il luogo è un’entità socio-culturale: diventano luoghi quegli spazi nei quali la dimensione comunitaria è protagonista dell’innovazione … Le relazioni situate assumono un duplice significato funzionale e culturale: da un lato, infrastrutturano la comunità in quanto sense making; dall’altro, forniscono prospettiva alle azioni innovative. A partire dal concetto di economia sociale, come paradigma che punta a ridefinire i bisogni fondamentali di una comunità territoriale, coinvolgendola nella pianificazione e gestione delle attività produttive e distributive e assumendo come criterio-guida quello di valore condiviso, cercheremo di riflettere sul contributo che organizzazioni ed iniziative locally embedded possono fornire nel percorso verso un’economia ‘altra’, più attenta alle dimensioni etiche, sociali e ambientali del lavoro come pratica produttiva ed espressiva e della città come deposito di opportunità sostenibili.”

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